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Alcol testIn relazione al dibattito che si è accesso sulla obbligatorietà dell'alcol test per il personale scolastico, è utile fornire le indicazioni normative che regolano la sorveglianza sanitaria nelle scuole con specifico riferimento ai controlli alcolemici.

E’ bene premettere che la nomina del Medico Competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria, così come chiaramente indicato dall’Art. 18 c.1 a del D. Lgs. 81/08, è obbligatoria solo “nei casi previsti dal presente Decreto Legislativo”, ovvero quando la valutazione dei rischi ha rilevato la presenza di rischi per la salute che, a fini preventivi, richiedono il monitoraggio periodico dello stato di salute dei lavoratori interessati.

Tale fattispecie, nelle Istituzioni Scolastiche, potrebbe concretizzarsi in particolare per fattori di rischio come: movimentazione manuale dei carichi, uso di sostanze pericolose e videoterminali, esposizione a rumore o ad agenti biologici. La nomina del Medico Competente, quindi, è sempre conseguente all’esito della valutazione dei predetti fattori di rischio ed è obbligatoria nei soli casi la valutazione evidenzi l’effettiva esistenza della situazione di rischio, sempre che la stessa non sia altrimenti eliminabile.

Ad esempio: in tutte le Istituzioni Scolastiche, i lavoratori addetti ai servizi amministrativi sono esposti al fattore di rischio legato all’utilizzo di apparecchiature dotate di videoterminale, ma la situazione di rischio, che richiede la sorveglianza sanitaria dei lavoratori interessati, si concretizza solo se l'esposizione è per “almeno 20 ore settimanali”.

In via preventiva è possibile eliminare la situazione di rischio e la conseguente attivazione della sorveglianza sanitaria, distribuendo, se possibile, il lavoro fra gli addetti ai servizi amministrativi in modo da non superare il limite di 19 ore di esposizione al videoterminale. Una ulteriore misura di prevenzione consiste nel fornire ai lavoratori interessati una specifica informazione per un corretto uso dei videoterminali.

Per quanto riguarda i controlli alcolemici, la legge 125/2001 (Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati, ndr) “reca norme finalizzate alla prevenzione, alla cura ed al reinserimento sociale degli alcoldipendenti” e, laddove necessario, indica anche i nuovi obblighi specifici per alcuni ambiti di applicazione della legge non previsti dalla precedente normativa. Tra questi: la modifica di alcuni corsi di laurea per istituire corsi di studio in alcologia o le modifiche al codice della strada relativamente ai controlli alcolemici sulle strade. Nella norma  non c’è alcun riferimento specifico per le attività scolastiche.

L’equivoco relativo dell’obbligatorietà dei controlli in ambito scolastico nasce dalla lettura incrociata dei primi due commi dell’art. 15 della L. 125/2001:

  • il primo che rimanda, a successiva decretazione, l’individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità' o la salute dei terzi,
  • il secondo che stabilisce i soggetti (e fra questi il medico competente) che hanno competenza a svolgere eventuali controlli alcolimetri nei luoghi di lavoro.

Avendo la successiva decretazione (provvedimento 16 Marzo 2009 della Conferenza Permanente per i rapporti fra lo Stato e le province autonome di Trento e Bolzano - Repertorio atti n° 2540) individuato le attività di insegnamento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado “fra le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell’articolo 15 della legge 30 marzo 2001, numero 125”; si è ritenuto, impropriamente, che l’insieme dei due commi stabilisse indiscriminatamente l’obbligo degli accertamenti sanitari, anche nella scuola, per rilevare situazioni di abuso di alcol a cura del Medico Competente.

Fermo restando che la legge ed il relativo provvedimento attuativo parlano esclusivamente di “divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”, ritengo utile il trascrivere di seguito uno stralcio del parere del coordinamento delle ASL, riportato in una specifica informativa, relativo agli “indirizzi per l’applicazione della L. 125/01 in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, per quanto attiene alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro”:

Sorveglianza sanitaria ed idoneità al lavoro
... non tutti i lavoratori che svolgono le mansioni di cui al Provvedimento n° 2540 sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.
Nel caso in cui lo siano, le visite mediche e gli accertamenti sanitari sono finalizzati anche alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza (art. 41, comma 4 D. Lgs. 81/08) da intendersi estesamente come indagini volte ad escludere condizioni di consumo alcolico, anche non abituale, che potrebbero comportare rischi sul lavoro ....

Analoga lettura, con una precisa indicazione su come adempiere al dettato legislativo nelle Istituzioni Scolastiche, viene dal SIRVESS (Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole) costituito da: Direzione Generale Regionale INAIL, Direzione Regionale per la Prevenzione, Ufficio Scolastico Regionale e Servizi di prevenzione di tutte le AUSL del Veneto che, al quesito posto da alcuni Istituti Scolastici della Regione Veneto, in merito all’obbligo dei controlli alcolemici in ambito scolastico derivante dall’inserimento delle attività di insegnamento fra le attività di cui al provvedimento 2540, risponde testualmente:

Il provvedimento citato ha come finalità non solo la sicurezza dei lavoratori ma anche l’incolumità e la salute dei terzi, per cui l’elenco comprende sia attività ad alto rischio infortunistico, sia mansioni ad alta probabilità di incidenti con coinvolgimento di estranei al mondo del lavoro, sia attività ad alto contenuto educativo come appunto l’insegnamento.
Per questa ultima condizione la normativa non prevede l’obbligo di attivare la sorveglianza sanitaria, bensì quello di attuare una politica di promozione della salute e sicurezza comprendente l’eliminazione di tutte le bevande alcoliche nella scuola, una attenta sorveglianza sul rispetto del divieto di assunzione che dovrà essere esteso anche al personale non docente e agli allievi e, soprattutto, una puntuale informazione ed educazione su tutti i problemi legati all’alcol.

La risposta, fornita dagli stessi Organi di Vigilanza e controllo in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, mi sembra non lasci dubbi sul fatto che, in ambito scolastico, non ci sia alcun obbligo di effettuare i controlli alcolemici e la nomina del medico competente, se riferita a tale motivo.



Note

L. 125/2001 - Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati

Art.15 (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro)

  1. Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità' o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e' fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
  2. Per le finalità previste dal presente articolo i controlli alcolimetri nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unità sanitarie locali....


PROVVEDIMENTO 16 marzo 2006 (Repertorio atti n° 2540)
CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumita' o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell'articolo 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125. Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131.

Art. 1.

Attività lavorative a rischio

  1. Le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità' o la salute dei terzi, per le quali si fa divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell'art. 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125, sono quelle individuate nell'allegato 1, che forma parte integrante della presente intesa.

 

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